DORI e pixel per metro: cosa cambia con la nuova norma
Le distanze delle schede tecniche, come si calcolano i pixel per metro e la scala a sette livelli della IEC 62676-4:2025
Sulla scheda di quasi ogni telecamera trovi quattro distanze: rilevamento, osservazione, riconoscimento, identificazione. È il DORICos'è il DORI nella videosorveglianza Il DORI (Detection, Ob... Leggi, dalle iniziali inglesi Detection, Observation, Recognition, Identification. Dice fino a che distanza quella telecamera, con quell'ottica, porta sul soggetto la densità di pixelPixel = unità di misura immagini digitali. I pixel rappresen... Leggi che la norma associa a ciascuno di questi compiti.
Il punto è proprio questo: il DORI non è un voto alla telecamera, è un riferimento sui pixel che arrivano sul soggetto. Si esprime in pixel per metro e riguarda chi guarda le immagini, la guardia in sala controllo come il cliente che rivede la registrazione. Non è un livello dell'intelligenza artificiale e non dice nulla, da solo, sulla qualità del sensore.
A ottobre 2025 è uscita la seconda edizione della norma internazionale che lo definisce, la IEC 62676-4:2025, recepita in Italia a gennaio 2026 come CEI EN IEC 62676-4:2026. E la scala è cambiata.
Come si calcolano i pixel per metro
Il conto è semplice: pixel orizzontali dell'immagine diviso la larghezza inquadrata, in metri, sul piano del soggetto.
Un esempio. Un'immagine larga 2.560 pixel, la tipica 4 megapixel, con un'ottica che a 5 metri inquadra una scena larga 10 metri, porta sul soggetto 2.560 ÷ 10 = 256 pixel per metro. Se il soggetto si allontana a 10 metri lungo l'asse di ripresa, la scena diventa larga 20 metri e i pixel per metro si dimezzano: 128.
Tre avvertenze pratiche:
- Conta il flusso che registri, non il sensore. Se il registratore salva a 1.280 pixel di larghezza, sulla stessa scena hai 128 px/m, non 256.
- I megapixel non bastano a dire quanto dettaglio avrai: una 8 megapixel con un grandangolo spinto può dare sul cancello meno pixel per metro di una 4 megapixel con l'ottica giusta.
- Con le ottiche fisheye o con le immagini raddrizzate la densità cambia da un punto all'altro dell'inquadratura, e lo zoompermette di catturare l'immagine con vari campi visivi. Leggi digitale non aggiunge dettaglio vero.
Per fare il conto senza carta e penna c'è il nostro calcolatore di focale e angolo di visione: metti sensore, focaleDefinito anche come lunghezza focale è un parametro fondamen... Leggi e distanza, e vedi quanto inquadri.
La scala che conosci: la prima edizione
Le distanze DORI delle schede tecniche vengono dalla prima edizione della norma (IEC 2014, recepita come EN 62676-4 nel 2015), che di livelli ne aveva sei. I quattro centrali sono quelli che trovi stampati ovunque:
| Livello (prima edizione) | Pixel per metro |
|---|---|
| Monitoraggio (Monitor) | 12,5 px/m |
| Rilevamento (Detect) | 25 px/m |
| Osservazione (Observe) | 62,5 px/m |
| Riconoscimento (Recognise) | 125 px/m |
| Identificazione (Identify) | 250 px/m |
| Ispezione (Inspect) | 1.000 px/m |
Il cambio di edizione non rende sbagliato un calcolo fatto su questa scala. Ricordati però che le distanze delle schede sono in genere un calcolo su risoluzione e ottica: non tengono conto della notte, del controluce e del soggetto in movimento.
La scala nuova: sette livelli
La seconda edizione ridefinisce da capo la densità di pixel, con sette livelli e nuove carte di prova. I nomi cambiano, e con i nomi cambia anche la finalità associata a ciascun livello. Le traduzioni italiane sono nostre: la norma è in inglese.
| Livello (seconda edizione) | Pixel per metro | Finalità indicata nelle definizioni della norma |
|---|---|---|
| Overview (panoramica) | oltre 20 px/m | avere una panoramica di oggetti e movimenti |
| Outline (delineare) | oltre 40 px/m | delineare oggetti e movimenti |
| Discern (distinguere) | oltre 80 px/m | distinguere oggetti e movimenti |
| Perceive (percepire) | oltre 125 px/m | percepire oggetti e movimenti |
| Characterise (caratterizzare) | oltre 250 px/m | caratterizzare una persona (tipo di persona, andatura, azione) e un veicolo (la marca) |
| Validate | 500 px/m | i due livelli più alti della scala: le finalità sono nel testo completo della norma, le aggiungeremo qui |
| Scrutinise | 1.500 px/m |
Non convertire a occhio. Alcuni numeri sono rimasti, ma i livelli non si sovrappongono. Nella prima edizione 250 px/m era il riferimento associato a Identify; nella seconda, oltre 250 px/m è associato a Characterise. La coincidenza dei numeri non rende equivalenti i due livelli e non dice, da sola, quale densità serva oggi per identificare una persona. Se nel capitolato c'è scritto «identificazione», chiarisci con il committente a quale edizione si riferisce, su quale soggetto e in quali condizioni va verificata.
Non solo pixel: le altre novità
La densità di pixel è la parte più visibile, ma la premessa della seconda edizione elenca altre novità:
- Un concetto di sicurezza, non più la sola analisi del rischio, con la scelta dei gradi di sicurezza dell'impianto.
- Tabelle sul numero di fotogrammi in relazione alla velocità degli oggetti, distinte per bassa e alta densità di pixel.
- Nuove carte di prova per verificare la densità sul campo.
- Un capitolo sull'esercizio dell'impianto, con i controlli visivi periodici e la manutenzione affidati a chi gestisce l'impianto e a figure competenti.
In pratica la norma tratta la videosorveglianza come un impianto da progettare, collaudare e mantenere, non come un elenco di telecamere. E quello che protegge te e il cliente, a fine lavoro, sono i requisiti concordati, le misure fatte e il verbale di prova.
Attenzione alla luce
I pixel per metro sono una misura geometrica: dicono quanti pixel cadono sul soggetto, non quanta informazione portano. Luce, esposizione, movimento, messa a fuoco, ottica e compressione possono ridurre il dettaglio che resta davvero, e aumentare i pixel per metro non sempre compensa: un volto bruciato dal controluce resta bruciato anche con più pixel. Quando il soggetto conta, ad esempio un volto su un varco o una targa, progetta con margine e verifica sul posto, di giorno, di notte e con il soggetto in movimento.
In sintesi
- Il DORI è un riferimento sui pixel per metro che arrivano sul soggetto, non un voto alla telecamera.
- Pixel per metro = pixel orizzontali del flusso registrato ÷ larghezza inquadrata sul piano del soggetto.
- Le schede tecniche usano ancora la scala della prima edizione: 25, 62,5, 125 e 250 px/m.
- La IEC 62676-4:2025 (CEI EN IEC 62676-4:2026) ha sette livelli, da 20 a 1.500 px/m, con nomi e finalità nuovi.
- Più pixel non sostituiscono luce, messa a fuoco e prove sul posto.
Domande frequenti (FAQ)
Cosa vuol dire DORI?
Detection, Observation, Recognition, Identification: rilevamento, osservazione, riconoscimento, identificazione. Sono i quattro livelli centrali della prima edizione della norma IEC/EN 62676-4, espressi in pixel per metro sul soggetto.
Quanti pixel per metro servono per identificare una persona?
Nella prima edizione della norma il riferimento per l'identificazione era 250 px/m. La seconda edizione ha una scala diversa, a sette livelli, e oltre 250 px/m vi è associato alla caratterizzazione della persona. Per un progetto nuovo conviene partire dal requisito del committente e verificarlo sul posto, nelle condizioni reali.
Come si calcolano i pixel per metro?
Si dividono i pixel orizzontali dell'immagine registrata per la larghezza inquadrata, in metri, sul piano del soggetto. Esempio: 2.560 pixel su una scena larga 10 metri danno 256 px/m.
Le distanze DORI delle schede tecniche valgono ancora?
Il cambio di edizione non rende sbagliato un calcolo fatto sulla scala precedente. Ricorda però che sono calcoli teorici su risoluzione e ottica: la resa reale va verificata sul posto.
La norma IEC 62676-4 è obbligatoria?
In generale le norme tecniche sono volontarie, ma la loro applicazione può essere richiesta da disposizioni specifiche o dal contratto e dal capitolato. Verifica sempre quale edizione è richiamata: la pubblicazione di una nuova edizione non cambia da sola i criteri di accettazione già concordati.
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