L'articolo:

Come dopare una telecamera di videosorveglianza

Sembra che i Megapixel e la distanza coperta dagli illuminatori IR siano le cose più importanti per valutare una telecamera di videosorveglianza…

Basta fare una ricerca su Google o guardare un listino per rendersi conto di quanto siano supervalutati questi due dati.

Questo perché sono valori facili da capire e permettono a qualunque venditore improvvisato di sentirsi un esperto del settore.

Ma quanti operatori del settore conoscono realmente i parametri FOV, Dori, Qindex di una telecamera?

Eppure sono tre valori che da soli permetterebbero di scegliere la giusta telecamera da installare senza nemmeno conoscerne i Megapixel.

In questo articolo però mi soffermerò su un parametro che in tanti anni nel mio lavoro ho visto troppo spesso sottovalutato.

Una cosa che trasforma anche le migliori telecamere in una cinesata da centri per bricolage:

L’INQUADRATURA 

Attenzione non mi sto riferendo al posizionamento, scelta motivata dalla tua esperienza e per la quale hai già dovuto discutere con il cliente, con il progettista e magari pure con l’architetto per il lato estetico…

Io mi riferisco proprio all’inquadratura, cioè a quella operazione legata all’inclinazione e alla regolazione dell’ottica che può fare realmente la differenza.

Come è successo con gli smartphone che in pochi anni hanno trasformato quasi tutti in fotografi, anche le nuove tecnologie applicate alla videosorveglianza hanno permesso di ottenere immagini appaganti non appena colleghiamo le telecamere. 

Se proprio ci vuole,

un tocco di messa a fuoco automatica e una “raddrizzata” all’orizzonte…

ed ecco che il cliente è soddisfatto.

 

Questo perché l’alta definizione, di cui è dotata la moderna tecnologia, rende l’impatto visivo di grande effetto.

Mentre qualcuno che ha qualche capello grigio come me, si ricorderà delle nottate passate sugli impianti per la messa a fuoco dei vari filtri e dei monitor da qualche kilo appesi al collo, su una scala 🙁   

Oggi l’evoluzione tecnologica che ha travolto il nostro settore ci ha fatto dimenticare tutto ciò ma…

è proprio ora che il professionista deve sapersi distinguere!

 

Nella fotografia,  i professionisti si distinguono perché è il loro occhio a fare la differenza, ed è ciò che definisce lo spartiacque tra un vero fotografo e la persona comune.

Nello stesso modo un professionista della videosorveglianza sa che le immagini non devono essere appaganti ma servire a uno scopo preciso.

Ad esempio, nel caso di impianto di sicurezza, le immagini dovranno permettere di carpire quanto più dettagli possibili del malintenzionato con un livello altamente qualitativo di giorno e di notte per 365 giorni all’anno.

 

Ed allora eccoti alcuni consigli per strizzare ogni pixel dalle telecamere:

 

Primo errore assolutamente da evitare: l’effetto cartolina! 

tvcc-effetto-cartolina

 

In questa immagine che renderebbe sicuramente soddisfatto il tuo cliente e che io definisco “effetto cartolina” c’è un enorme errore di fondo che comporterà una serie di problemi:


L’inquadratura è inutilmente ampia.  

Bisogna sempre tenere presente lo scopo per cui stiamo installando la telecamera, ovvero, le esigenze del committente.

Il cliente ci ha chiesto di controllare se qualcuno si trova all’interno della sua proprietà e questa è una delle telecamere dell’impianto di sorveglianza che serve a monitorare un lato della casa.

La telecamera scelta ha una risoluzione adeguata e ci permette di avere una visuale ampia per riconoscere se c’è una persona e se questa sia un conoscente o un estraneo, conformemente alle regole del DORI.


Ma allora perchè stiamo inquadrando il cielo?

L’immagine non deve essere appagante, ma deve servire allo scopo,  inquadrare il cielo è completamente inutile e dannoso, a meno che non sia previsto un attacco alieno.

Innanzitutto, questo comporta uno spreco di pixel, equivalente ad avere una telecamera con una risoluzione inferiore, che genera comunque lo stesso traffico di rete e occupa la stessa quantità di memoria.

Inoltre, durante le diverse ore del giorno, il sole potrebbe causare disturbi.

Abbassando l’inquadratura invece, avremo anche una maggiore visibilità sotto la telecamera e potremo vedere se c’è qualcuno vicino alla recinzione.

Inoltre, gli illuminatori integrati e il sistema ottico lavoreranno meglio, ottimizzando l’immagine e la profondità di campo.

Includere parti inutili nell’immagine, come i lati, significa solo sprecare pixel e potrebbe anche causare problemi di privacy se ci sono aree non di pertinenza.


Ecco perché una telecamera con un’ottica regolabile per restringere il campo visivo a ciò che serve è sempre la scelta migliore.  


 

Un altro comunissimo errore : includere nell’immagine una porzione elevata di muro!

 

Oltre che inutile, perché basta inquadrare a filo per accorgersi di un intruso su eventuali finestre di notte, è anche dannoso.

Il muro, infatti, può creare diversi problemi di luce come per esempio di notte perchè crea un  problema di sovraesposizione con gli illuminatori IR oppure nelle giornate particolarmente soleggiate. 

In una situazione come questa è anche possibile utilizzare la funzione corridoio.

Si tratta di una modalità disponibile su alcune telecamere che permette di installare la telecamera in modalità verticale, ottenendo così un’immagine in formato 9:16. 

inquadratura 9:16

Questo formato offre molte opportunità rispetto al formato standard 16:9, poiché permette di ottenere un’immagine più alta e stretta che copre un’area più specifica.

 

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